
Lo spreco e le perdite alimentari rappresentano una delle principali inefficienze dei sistemi alimentari globali. Secondo UNEP, nel 2022 sono stati generati a livello domestico, nella ristorazione e nel commercio al dettaglio circa 1,05 miliardi di tonnellate di food waste, pari al 19% degli alimenti disponibili ai consumatori. A questo si aggiunge circa il 13% degli alimenti perso nelle fasi della filiera comprese tra il post-raccolta e la vendita al dettaglio. In Italia, Eurostat riporta per il 2023 141 kg di rifiuti alimentari per abitante nei settori monitorati, di cui 98 kg per abitante provenienti dalle famiglie (dato in massa fresca, comprensivo di parti edibili e non edibili).
SPRECARE SIGNIFICA:
● Impattare negativamente sull’ambiente. Food loss e food waste sono associati complessivamente a circa l’8–10% delle emissioni globali di gas serra.
● Non essere responsabili. Secondo il rapporto SOFI 2026, nel 2025 circa 645 milioni di persone, pari al 7,8% della popolazione mondiale, hanno sofferto la fame.
● Creare costi inutili. Il costo globale dello spreco alimentare è stimato in circa 1 trilione di dollari l’anno.
*Ricorda: Ridurre lo spreco significa evitare l’impiego inutile di acqua, energia, suolo, lavoro e risorse economiche lungo l’intera filiera. Ridurre lo spreco migliora l’efficienza dei sistemi alimentari e riduce pressioni ambientali ed economiche, ma non produce automaticamente una redistribuzione diretta degli alimenti verso le popolazioni insicure dal punto di vista alimentare.

Per affrontare le sfide ambientali e sostenere un futuro più sostenibile per il nostro pianeta è necessario cambiare il tradizionale paradigma basato su un modello lineare di produzione e consumo in cui le risorse vengono estratte, utilizzate e poi smaltite.
Ciò significa massimizzare l’uso delle risorse e ridurre gli sprechi attraverso un’economia circolare basata sul riciclo ed il riuso di plastica, carta, vetro, metalli e molti altri materiali.
RICICLARE E RIUTILIZZARE PERMETTE DI:
*Ricorda: Ognuno di noi può fare la sua parte attraverso piccoli gesti quotidiani come separare i rifiuti, acquistare prodotti riciclabili e cercare opzioni di riutilizzo. Così facendo si darà il buon esempio, stimolando le persone a adottare queste piccole buone pratiche.

La salute è il risultato dell’interazione tra fattori biologici, ambientali, sociali e comportamentali. Alimentazione, attività fisica, consumo di tabacco e alcol e altri comportamenti modificabili sono importanti fattori di prevenzione delle malattie non trasmissibili, ma il loro peso varia tra popolazioni,
patologie e contesti socioeconomici. Modificando il proprio stile di vita, si può vivere meglio e più a lungo.
IL PRIMO PASSO È INIZIARE A MANGIARE IN MODO SANO E PRATICARE ATTIVITÀ FISICA. PERCHÉ?
● Per ridurre i rischi per la salute. Alimentazione, attività fisica e altri comportamenti modificabili incidono sulla probabilità di soffrire di patologie cardiovascolari, tumori e diabete, anche se il peso di ciascun fattore varia da persona a persona e da contesto a contesto.
● Per rimanere “giovani”. Per gli adulti, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda almeno 150–300 minuti alla settimana di attività fisica aerobica di intensità moderata, oppure 75–150 minuti di attività vigorosa, oltre ad attività di rafforzamento muscolare almeno due giorni alla settimana. L’esercizio fisico costante aiuta a mantenere sotto controllo l’ipertensione arteriosa e il profilo lipidico, contribuisce a prevenire o ritardare l’insorgenza di patologie croniche connesse all’invecchiamento, riduce il rischio delle conseguenze da osteoporosi e di traumi da caduta.

La Dieta Mediterranea è un modello nutrizionale ispirato alle tradizioni ed abitudini alimentari dei Paesi che si affacciano sull’omonimo mare.
Coerentemente con la piramide alimentare, prevede un consumo quotidiano di verdura e frutta. L’olio extravergine rappresenta il condimento per eccellenza, insieme ad aglio, cipolla e spezie. Al contrario, alimenti quali carni rosse e salumi sono da assumere con moderazione, preferendo quelle bianche o il pesce. Una dieta sana si basa su varietà, equilibrio, moderazione e adeguatezza ed è caratterizzata da un’ampia presenza di alimenti minimamente trasformati o non trasformati, frutta, verdura, legumi, cereali integrali e altre fonti alimentari compatibili con il contesto culturale e territoriale.
SCEGLIERE LA DIETA MEDITERRANEA PRESENTA NUMEROSI VANTAGGI:
● Fa bene alla salute. Il consumo quotidiano di frutta e verdura garantisce un rilevante apporto di nutrienti essenziali per il nostro organismo, quali carboidrati, vitamine, minerali, fibre e numerose sostanze fitochimiche (ad esempio, gli antiossidanti).
● È sostenibile economicamente. La produzione di verdura e frutta ha, in molti contesti, costi di produzione tendenzialmente inferiori rispetto alla carne; tuttavia l’accessibilità economica e fisica di una dieta sana varia molto tra territori e fasce di popolazione.
● Ha un basso impatto ambientale. L’impatto ambientale degli alimenti varia notevolmente in funzione del prodotto e del sistema produttivo. Le analisi del ciclo di vita mostrano, in media, una maggiore intensità di emissioni per diversi prodotti di origine animale rispetto a numerose alternative vegetali; per questo è preferibile evitare equivalenze fisse e non contestualizzate. Per la carne bovina, la letteratura stima una water footprint media globale di circa 15.400 litri/kg, di cui la quota prevalente è green water (acqua piovana incorporata nei processi biologici), distinta da blue e grey water: non va quindi comunicata come “acqua potabile consumata” (fonti: Poore & Nemecek, Science, 2018; Mekonnen & Hoekstra, Ecosystems, 2012).

Oggi viviamo in un mondo caratterizzato da un aumento dell’inquinamento atmosferico, dal traffico e dalla sedentarietà.
L’importanza di adottare modalità di spostamento sempre più sobrie e sostenibili è cruciale e inevitabile, ma comporta un radicale cambiamento delle abitudini quotidiane.
QUALI SONO I VANTAGGI DI QUESTA SCELTA?

Oggi ci muoviamo sempre di più, per lavoro, istruzione, svago, vacanza, …
Per farlo utilizziamo mezzi di trasporto (auto, aereo, treno, …) che, nonostante la loro sempre maggiore efficienza, rappresentano una seria minaccia per il clima, l’ambiente naturale e la salute pubblica a causa delle emissioni di gas effetto serra. Basti pensare che, negli ultimi 30 anni, i trasporti sono l’unico grande settore economico dell’UE in cui le emissioni sono aumentate.
Non possiamo non muoverci, ma è utile farlo in modo più responsabile. Ad esempio, scegliendo il treno al posto dell’aereo e dell’auto quando possibile. IL TRENO, INFATTI:
● Inquina di meno. Nel 2023 il settore dei trasporti ha rappresentato circa il 31% delle emissioni di gas serra dell’UE-27, includendo i bunker internazionali. All’interno del settore trasporti, il trasporto stradale ha generato il 72,9% delle emissioni, equivalente a circa il 22,6% delle emissioni complessive dell’UE-27. Il trasporto ferroviario presenta un contributo emissivo nettamente inferiore.
● È più efficiente in termini di costi per il clima. I costi esterni per l’ambiente, il clima e la salute delle persone del treno (alta velocità e non) sono generalmente inferiori rispetto all’aereo e all’auto, anche se il confronto dipende da occupazione, mix elettrico, modello di veicolo, tratta e metodologia di calcolo.

I prodotti alimentari di stagione (principalmente verdura e frutta, ma anche funghi e pesce) sono quei cibi che naturalmente e grazie al loro ciclo di vita sono al punto di consumo ottimale in un preciso periodo dell’anno.
Al contrario, quelli fuori stagione sono spesso importati e subiscono processi di conservazione e manipolazione che possono influenzare negativamente la qualità. Privilegia prodotti di stagione e, quando possibile, filiere territoriali trasparenti, considerando però anche modalità di produzione, conservazione e trasporto: “locale” non significa automaticamente minore impatto ambientale, poiché in alcuni casi la fase produttiva può incidere sull’impronta complessiva più della distanza percorsa. La stagionalità può offrire vantaggi ambientali soprattutto quando evita coltivazioni ad alta intensità energetica o lunghi sistemi di conservazione.
PERCHÉ PREFERIRE I PRODOTTI DI STAGIONE?
● Possono garantire pasti ricchi di gusto e nutrienti. Gli ingredienti freschi di stagione sono generalmente ricchi di nutrienti essenziali, vitamine e antiossidanti. Variarli in base alle stagioni può contribuire a un’alimentazione più varia, ma questo beneficio va verificato caso per caso e non vale come regola universale.
● Hanno spesso un minore impatto sull’ambiente. La loro coltivazione può richiedere meno energia e risorse idriche rispetto a coltivazioni fuori stagione ad alta intensità energetica (ad esempio in serre riscaldate), ma il confronto dipende dal prodotto, dal metodo colturale e dal sistema di conservazione.
● Il costo dipende dal contesto. Il costo dei prodotti di stagione dipende dal mercato locale, dalla filiera e dal periodo: non è corretto affermare che siano sempre più economici o richiedano sempre meno fertilizzanti.

Il biologico nell’Unione europea è disciplinato dal Regolamento (UE) 2018/848. Le norme vietano l’uso di OGM e di radiazioni ionizzanti, limitano l’impiego di fertilizzanti artificiali, erbicidi e pesticidi e stabiliscono specifiche prescrizioni per il benessere e la gestione sanitaria degli animali.
Il metodo biologico è orientato alla tutela dell’ambiente e della biodiversità, ma il suo impatto va valutato considerando l’intero sistema produttivo.
*Ricorda: Il logo biologico dell’UE è obbligatorio per gli alimenti biologici preconfezionati prodotti e venduti nell’Unione europea che rispettano la normativa; in altri casi previsti dalle regole europee l’utilizzo può essere facoltativo.
Altre ragioni per sceglierli:
● Sono meno esposti a sostanze chimiche. La produzione biologica evita l’uso di pesticidi sintetici, fertilizzanti e altri prodotti chimici che possono risultare dannosi per la salute umana oltre che per l’ambiente.
● Hanno un impatto ambientale limitato. L’agricoltura biologica usa l’energia e le risorse naturali in modo responsabile. Contribuisce a conservare gli equilibri biologici e la biodiversità degli ecosistemi, migliorando al contempo la fertilità del suolo.
● Segue principi di maggiore eticità. Nei prodotti biologici di origine animale, come carne, uova e latticini, si presta attenzione alla salute e al benessere degli animali. Questi sono allevati in condizioni più “naturali” (spazi più ampi e accesso all’aperto) e non vengono trattati con ormoni e antibiotici (questi ultimi utilizzati solo in caso di necessità per la salute degli animali).
● Favoriscono lo sviluppo locale. Le pratiche biologiche tendono a creare una maggiore interazione tra i vari soggetti economici e sociali con ricadute positive per il territorio.

I prodotti a indicazione geografica sono prodotti con caratteristiche uniche legate all’origine geografica e alle competenze tradizionali, disciplinati da uno dei regimi di qualità dell’Unione Europea. L’Italia dispone di uno dei patrimoni di denominazioni tutelate più ampi al mondo: all’11 settembre 2026 l’Osservatorio Qualivita censisce 334 prodotti agroalimentari DOP, IGP e STG, 522 vini DOP e IGP e 36 bevande spiritose a Indicazione Geografica. DOP e IGP sono Indicazioni Geografiche; la STG tutela invece una composizione o un metodo di produzione tradizionale e non richiede di per sé un legame geografico. Il riferimento normativo aggiornato è il Regolamento (UE) 2024/1143, nella versione consolidata applicabile.
● Sono prodotti disciplinati da rigidi disciplinari di produzione e da specifici sistemi di controllo.
● Le denominazioni sono disciplinate da specifici requisiti e sistemi di controllo e tutelano il nome registrato da usi impropri e imitazioni.
● Sostengono il sistema produttivo e l’economia locale, grazie al loro stretto legame con il territorio, i metodi produttivi e le comunità, e possono contribuire alla valorizzazione economica, culturale e territoriale delle produzioni.
Denominazione di Origine Protetta (DOP)
È UN REGIME DI QUALITÀ DELL’UE CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO:
● originario di un luogo, regione o, in casi eccezionali, di un Paese;
● la cui qualità o le cui caratteristiche sono dovute essenzialmente o esclusivamente ad un particolare ambiente geografico ed ai suoi intrinseci fattori naturali e umani;
● le cui fasi di produzione si svolgono all’interno della zona geografica designata.
Nel caso delle produzioni vitivinicole, tale denominazione implica, inoltre, che le uve da cui è ottenuto il prodotto provengano esclusivamente da tale zona geografica e che il prodotto sia ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera. In tale denominazione sono incluse le produzioni vitivinicole italiane con i marchi di Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) e di Denominazione di Origine Controllata (DOC).
Indicazione Geografica Protetta (IGP)
È UN REGIME DI QUALITÀ DELL’UE CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO:
● la cui produzione si svolge per almeno una delle sue fasi nella zona geografica designata.
● originario di un determinato luogo, regione o paese;
● alla cui origine geografica sono essenzialmente attribuibili una data qualità, la reputazione o altre caratteristiche;
Nel caso delle produzioni vitivinicole, tale denominazione implica, inoltre, che le uve da cui è ottenuto il prodotto provengano per almeno l’85% esclusivamente da tale zona geografica, che la produzione avvenga in detta zona geografica, e che il prodotto sia ottenuto da varietà di viti appartenenti alla specie Vitis vinifera o da un incrocio tra la specie Vitis vinifera e altre specie del genere Vitis. In tale denominazione sono incluse le produzioni vitivinicole italiane con il marchio di Indicazione Geografica Tipica (IGT).
Specialità Tradizionale Garantita (STG)
È UN REGIME DI QUALITÀ DELL’UE CHE IDENTIFICA UN PRODOTTO:
● ottenuto con un metodo di produzione, trasformazione o una composizione che corrispondono a una pratica tradizionale per tale prodotto o alimento;
● oppure ottenuto da materie prime o ingredienti tradizionali.

I piccoli produttori e artigiani del gusto locali danno sempre un ruolo di primaria importanza nel tessuto economico sociale del Belpaese.
Sono i portavoce della cultura, delle tradizioni e dell’identità di un territorio. I loro prodotti spesso si caratterizzano per la qualità e l’attenzione ai dettagli.
Negli ultimi anni stiamo assistendo ad una diminuzione dei piccoli produttori e artigiani del gusto. Nel 2023 in Italia erano attive 1.130.358 aziende agricole, un numero sostanzialmente stabile rispetto al 2020 ma inferiore del 30,3% rispetto al 2010 (fonte: ISTAT).
QUALI SONO LE CAUSE?
*Oltre ad optare (a casa e in vacanza) per i piccoli produttori e artigiani del gusto quando possibile, possiamo anche decidere di scegliere servizi che sostengono le loro attività. Ve ne sono molti che ci permettono di acquistare prodotti agroalimentari freschi e di stagione direttamente dai produttori.

Oggi viviamo in un mondo sempre più globalizzato. Se questo fenomeno da un lato ci ha portato a scoprire cibi e ricette di Paesi vicini e lontani, dall’altro ci sta portando a dimenticare o abbandonare le nostre tradizioni
Noi italiani abbiamo sempre più l’abitudine di consumare fuori casa almeno un pasto e dedicare meno tempo a cucinare. Tramandare ricette, tecniche e saperi culinari contribuisce alla trasmissione intergenerazionale del patrimonio culturale e alimentare dei territori.
● Sono il ponte tra passato e futuro. Le ricette non sono solo un semplice insieme di istruzioni per preparare un piatto. Rappresentano il legame con le nostre radici, raccontano storie e aneddoti che ci legano al passato e ci guidano verso il futuro. Sono un tesoro da custodire e condividere con orgoglio.
● Rappresentano l’Italia nella sua diversità. Ogni territorio ha le proprie specialità, tecniche tradizionali ed ingredienti distintivi che sono frutto della storia, della geografia e delle risorse locali. Un patrimonio che ci caratterizza anche all’estero.
● Fanno parte della nostra quotidianità. E ci ricordano momenti trascorsi insieme intorno a un tavolo imbandito.

Le certificazioni di sostenibilità sono sigilli o etichette apposti sui prodotti di varia natura che attestano il rispetto di specifici standard ambientali, sociali ed etici. Questi possono riguardare l’origine degli ingredienti, le pratiche agricole, il trattamento dei lavoratori, la gestione delle risorse, …
È preferibile fidarsi delle certificazioni riconosciute a livello europeo ed internazionale, riconoscibili dai loghi (talvolta alcuni prodotti potrebbero includere un codice di tracciabilità). Queste, infatti, sono soggette a verifiche e controlli periodici da organismi terzi diversi dall’organizzazione che rilascia il marchio.
QUALI SONO LE PRINCIPALI CERTIFICAZIONI PER PRODOTTI E SERVIZI?

PER LE DESTINAZIONI DI OGNI TIPOLOGIA ESISTONO, INOLTRE, DUE RIFERIMENTI SPECIFICI:
Global Sustainable Tourism Council (GSTC): Fornisce linee guida universali per la sostenibilità nel turismo, utilizzate come base per diverse certificazioni regionali e nazionali. Il GSTC stabilisce e gestisce gli standard globali per i viaggi e il turismo sostenibili. Esistono due serie: 1. criteri di destinazione per i decisori politici pubblici e i gestori delle destinazioni e 2. criteri di settore per hotel e tour operator. Sono il risultato di uno sforzo mondiale per sviluppare un linguaggio comune sulla sostenibilità nel turismo. Sono organizzati in quattro pilastri: (A) Gestione sostenibile; (B) Impatti socioeconomici; (C) Impatti culturali; e (D) Impatti ambientali. Poiché ciascuna destinazione turistica ha la propria cultura, ambiente, costumi e leggi, i criteri sono progettati per essere adattati alle condizioni locali e integrati da criteri aggiuntivi per la specifica località e attività.
European Tourism indicator system (ETIS): Strumento di autovalutazione delle performance di gestione sostenibile in termini di impatto ambientale, socio-culturale ed economico sviluppato dalla Commissione europea ed in corso di attuazione sin dal 2013. Tale strumento non vale come certificazione, ma aiuta a migliorare le strategie di gestione sostenibile, coinvolgendo attivamente le imprese turistiche, i residenti ed altre organizzazioni attive nel settore.

Ecco alcuni semplici consigli per aiutarti a capire se una certificazione è attendibile ed essere maggiormente consapevole nelle tue decisioni a casa e in vacanza:
CERCA QUALE CERTIFICAZIONE È ADOTTATA DALL’AZIENDA
LEGGI LE RECENSIONI E LE OPINIONI DI TERZE PARTI
GUARDA LE ATTIVITÀ DI INNOVAZIONE E RICERCA

LE PRINCIPALI CERTIFICAZIONI INTERNAZIONALI PER LE DESTINAZIONI SONO:
Green Destinations. È uno strumento per misurare, monitorare e migliorare il profilo di sostenibilità delle destinazioni e delle regioni. Le destinazioni di tutto il mondo possono adattare il proprio sistema di gestione della sostenibilità e le proprie azioni ai requisiti dello standard Green Destinations e ottenere il riconoscimento dei propri sforzi.
EarthCheck. Uno dei sistemi di certificazione più utilizzati a livello mondiale che fornisce uno strumento di gestione della sostenibilità delle destinazioni su vari ambiti come la gestione dei rifiuti, l’uso dell’energia e la conservazione dell’acqua. Con il supporto di un team di esperti, le destinazioni possono ottenere diversi certificazioni, in base al livello virtuoso di performance.
Blue Flag. Specifico per spiagge e porti turistici, è uno dei premi volontari più riconosciuti al mondo per spiagge, porti turistici e imbarcazioni turistiche sostenibili che si focalizza principalmente su criteri ambientali come la qualità dell’acqua e la gestione dei rifiuti. Per il suo ottenimento, è necessario soddisfare una serie di rigorosi criteri ambientali, educativi, di sicurezza e di accessibilità.

L’impronta ecologica (o footprint) è un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle. Misurare il proprio footprint è un primo passo per adottare uno stile di vita più sostenibile a casa e in vacanza. Ma come fare?
ECCO UN ELENCO DI STRUMENTI ONLINE CHE OFFRONO UNA STIMA BASATA SU FATTORI COME ALIMENTAZIONE, ALLOGGIO E MOBILITÀ:
di consumo.
*Ricorda: Una volta che hai calcolato il tuo footprint, puoi intraprendere azioni mirate per ridurlo tra cui la scelta di alimenti di stagione e locali, il supporto a produttori che adottano pratiche sostenibili e la selezione di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale.